Gallimard contro Publie.net: il caso Hemingway

17/02/2012, 13:50

Tutti i rivenditori di Publie.net (ma non io) hanno appena ricevuto la seguente lettera:

[blockquote]Cari librai,

L’editore Publie.net ha messo in vendita, forse attraverso la vostra piattaforma, un’edizione in formato elettronico de Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway.

Le Editions Gallimard sono proprietarie dei diritti di edizione (compresi i diritti di edizione in formato elettronico) per questa opera.

Domandano all’editore Publie.net di ritirare quest’opera dalla vendita, di cui la pubblicazione e la commercializzazione costituiscono un atto di contraffazione.

Se voi proponete quest’opera in vendita, vi domandiamo di procedere al suo ritiro immediato dalla vostra piattaforma.

Cordialmente,

Eric Marbeau

Partenariats et Diffusion numérique – www.gallimard.fr
[/blockquote]

La lettera ricevuta da uno almeno dei nostri diffusori fa d’altra parte menzione dei danni arrecati dal numero delle copie scaricate.

Rispondo subito. Qualche fatto:

Hemingway, scomparso nel 1961, è sotto il dominio pubblico negli USA e in Canada.

Ricordiamo che gli Stati Uniti, sotto pressione degli editori europei, hanno appena adottato una legge secondo cui la durata del dominio pubblico nel paese d’origine deve essere applicata ai paesi di diffusione.

Tradurre Il vecchio e il mare era per me un vecchio progetto, con ricordi venuti da un’infanzia in un angolo povero, il litorale vandeano all’Aiguillon-sur-Mer, i suoi allevatori di ostriche, il lavoro sulla diga dove accompagnavo mio padre e mio nonno. Parlare lentamente, parlare poco, prova continua degli elementi della natura.

La traduzione proposta da Gallimard dal 1954 fu dovuta al futuro accademico Jean Dutourd. Fu eseguita secondo i canoni dell’epoca, facendo parlare il pescatore come dovrebbe parlare, secondo la letteratura, un illetterato di Cuba. Aggiungo che questa traduzione non è disponibile in formato elettronico.

Ho preferito la vecchia lezione di Maurice-Edgar Coindreau, primo traduttore di Faulkner, che diceva di essersi ricordato del parlare vandeano per entrare dentro Faulkner.

Ho messo in linea la scorsa settimana la mia traduzione de Il vecchio e il mare. Esattamente ventidue esemplari ne sono stati scaricati.

Questa mattina, il signor Antoine Gallimard, indirizzo “rue Gallimard, Paris VIe arrondissement”, ufficiale della Legion d’Onore, presidente del Sindacato nazionale degli editori, membro del Consiglio d’amministrazione della Biblioteca nazionale di Francia, domanda di ritirare immediatamente questa traduzione, e ne reclama i danni.

Sono logoro, spinto al limite, irritato. È la creazione che vogliono soffocare. Sono pronti a ogni sotterfugio per mantenere il loro potere.

È la prima volta che ho a che fare con una reazione di disprezzo, di arroganza, di ostilità così deliberata. È troppo, per una piccola struttura come la nostra.

Qui sopra, una foto di mio padre davanti al mare. Questa traduzione de Il vecchio e il mare è dedicata a lui pagina per pagina.

Ringrazio tutti gli autori, lettori, rivenditori che durante questi tre anni ci hanno sostenuto senza tregua e permesso una tale avventura. Spero abbiate fortuna. Per la lettura, comunque e malgrado loro.

17/02/2012, 15:50

Grazie a tutti per i messaggi di amicizia.

Ci sono due punti essenziali:

  • Il primo concerne l’obsolescenza globale del sistema attuale del diritto d’autore. Come corollario, c’è l’assioma essenziale del diritto francese, secondo cui un contratto non vale per ciò che nomina – lavoro col mio consulente giuridico, il copyright di Hemingway per le pubblicazioni americane appartiene ai suoi eredi, ma il testo in se stesso risulta di dominio pubblico; sembra Gallimard abbia voluto rischiare, procedendo alla minaccia verso i miei distributori, senza avere, allo stesso tempo, l’educazione di informarmi, nell’affermare senza carte di disporre del diritto di esclusività per lo sfruttamento elettronico dell’opera in questione, se non dei diritti concernenti la traduzione del 1954 di Jean Dutourd;
  • la seconda mi tocca in maniera più “affettiva”: una posizione di potere e di lobbying nel sistema editoriale francese, che tenta di fare pressione sui nostri diffusori per ledere il nostro lavoro di creazione.

Evidentemente, ogni cedimento è fuori questione. Prendo tre giorni per riflettere. È possibile che sospenda l’attività di Publie.net qualche mese, il tempo di ricreare la struttura a Bruxelles et prendere un po’ di distanza.

E se questa lettera comminatoria avrà un seguito abusivo, starò meglio al mio posto che al loro.

Ma, in fondo, si gioca qualcosa di molto più importante. La cultura digitale non può ricalcare le forme attuali di distribuzione del libro. È qui che noi dobbiamo inventare.

[…]

17/02/2012, 19:29; affare chiuso

Sono venuto a conoscenza alle 12:45 della lettera comminatoria di Gallimard ai miei distributori, la quale li impegnava a ritirare immediatamente dalla vendita la mia traduzione personale de Il vecchio e il mare.

Ho proceduto alle 12:50, per principio di precauzione, al ritiro di questo prodotto dalla piattaforma del mio rivenditore l’Immatériel.fr. Questa procedura ha avuto esito immediato presso tutti i nostri diffusori più importanti, tra cui la nostra piattoforma, ePagine, iTunes, e dopo qualche ora presso Fnac e Amazon.

Stimo dunque di aver ottemperato alla domanda che comunque non è stata fatta a me: le edizioni Gallimard considerano esse stesse indegno un tale metodo.

Fine della questione. È un piccolo pezzo di me questa sera che mi viene tolto. Qualche amico ha letto questo lavoro che mi stava così a cuore, tanto basta. Continuerò a pubblicare e a tradurre.

L’ostilità attiva del Sindacato nazionale dell’editoria nei nostri riguardi, la lobby di questi signori ricchi e potenti è troppo insopportabile – salvo le due conferenze sul mutamento digitale nelle quali sono già impegnato, non parlerò più di queste problematiche che all’estero. Non metterò più piede nemmeno al Salone del Libro di Parigi, legato al triste SNE. Di contro, si continua il progetto di Print on Demand (il signor Gallimard non è davvero così rappresentativo dei grandi editori, ce n’è di interessanti quanto lui coi quali si può parlare e lavorare, e che non hanno il riflesso di mettere sotto i conigli che gli attraversano la strada). Si continua coi nostri autori, e questa sarà la nostra risposta: ciò che li disturba, è che il lavoro di scoperta della letteratura non è più loro, ma nostro. Fine della storia.

Grazie a tutti per il sostegno. Il miglior modo di esprimerlo è di leggerci: non i miei testi, ma quelli dei nostri autori.

18/02/2012, 7:50

Risveglio un po’ doloroso, e l’impressione di aver fatto un brutto sogno. Florilegio di messaggi un po’ dappertutto, ma vorrei tanto che rigurdasse il lavoro collettivo di ricerca e di creazione.

Tra i messaggi, chi immagina che, avendo Gallimard bloccato per altri 20 anni i diritti di hemingway (che si è suicidato 50 anni fa, ma i suoi eredi hanno – sembra – rinnovato nel 1980 il copyright per non so quale astuzia giuridica), e disprezzando Gallimard il suo proprio pubblico non proponendo alcuna versione elettronica del testo in questione, tantomeno una traduzione meno obsoleta della “Dutourd ’52″, che avrebbero potuto utilizzare la mia: questo genere di messaggi mi fa un po’ male. Basta la cafoneria, non ho voglia di fare il domestico. Non con loro, non da loro. Quel che dà loro fastidio è Publie.net, ed è proprio per la faccenda di ieri: invece di inviare un messaggio a me (non sarebbe stato difficile), hanno deciso di fare pressione sui nostri distributori.

Allora, per piacere, rispettate quanto detto sopra. Allo stesso modo, non ho mai utilizzato una sola volta nei miei tweet di ieri #hashtag di cui non ho responsabilità. Non ho diffuso messaggi che annunciavano la disponibilità della mia traduzione su server liberi, non l’ho scelto, ne ho avuto dispiacere (…), ma ormai è cosi – che viva la sua vita senza di me.

Ricordo che il lavoro di Publie.net sui testi di dominio pubblico ha una funzione vitale per la nostra piattaforma: è il solo modo di cui dispongo per pagare i due sviluppatori-creatori incaricati dei nostri ePub di testi contemporanei, di cui la diffusione da sola non permetterebbe il sostentamento (…). Ed è questa probabilmente la ragiona di questo attacco duro e deliberato da parte del signor Gallimard, di cui si supporrebbe che abbia altro a cui pensare. Invece no.

Auguro buona sorte a tutti coloro che continueranno a leggere Il vecchio e il mare nella traduzione di Jean Dutourd per vent’anni ancora.

Le mie traduzione di Lovecraft e il mio Bartleby restano a vostra disposizione su Publie.net, e ce ne saranno altre – è un esercizio serale – o domenicale – per me importante, da due anni (sì, traduttore domenicale), anche perché mi aiuta a disconnettermi. E che io non riesca più a leggere la letteratura americana senza metterci le mani.

8/02/2012, 10:10

Qui una lista non esaustiva dei siti e dei blog che sono intervenuti su questa faccenda – e grazie di non chiamarla più guerra, non ho fatto la guerra a nessuno, ho risposto a una richiesta di ritiro che non mi era stata indirizzata, punto, i moscerini non si attaccano ai bulldozer, e non sono certo io che ricomprerò Flammarion al loro posto… Comincio comunque a capire perché mi sono sbagliato su questa questione del dominio pubblico e come essa funziona, grazie a Cécile Dehesdin su Slate.fr per questa analisi dettagliata.

18/02/2012, 17:24

Solo e soltanto se abitate in Québec, poiché laggiù almeno questa traduzione avrà il merito di poter sopravvivere legalmente, la troverete in PDF sul sito di Annie Rioux, écriture & dérivés.

[…]

Ripeto, per precauzione legale: se e soltanto se procedete al download dal Québec.

18/02/2012, 19:16

Qui sotto un estratto di Georges Bataille, apparso in Critique, marzo ’53, e ripreso in OC tome 12 (grazie a Yoann Gentric), in cui parla della traduzione Dutourd. Non conoscevo questo testo mentre realizzavo la mia traduzione (altrimenti credo che mi avrebbe terrorizzato – ma mi ci riconosco). Non ho lavorato, d’altra parte, né in riferimento né in contro-riferimento al testo al testo della traduzione del 1952, non lo posseggo nemmeno – ci avevo giusto gettato uno sguardo da Gibert subito dopo aver terminato.

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