Recensione di The Dentist

Recensione di The Dentist

Una vita perfetta agli occhi di tutti, una splendida moglie e una carriera affermata vengono sconvolte quando il Dott. Alan Feinstone (interpretato da Corbin Bernsen) scopre la moglie (interpretata da Linda Hoffman) in atteggiamenti intimi con Matt, il manutentore della loro piscina.

La scoperta del tradimento rappresenta per il dottore uno sconvolgimento della sua rigorosità. Mentre cerca di stabilire una vendetta adatta alla situazione, continua il suo lavoro di dentista ed igienista, ma qualcosa non torna: lui, così maniacale e preciso, inizia a commettere degli errori nel trattamento dei pazienti, che notano la poca concentrazione del dottore così diverso dal solito.

Egli ha, in realtà, una proiezione della realtà completamente offuscata e distorta, vedendo nei denti dei pazienti situazioni non reali, quali denti marci e decadenti anche quando non lo sono realmente.
Non potendo continuare la sua professione in questo stato confusionale, chiude lo studio rimanendo ormai concentrato soltanto a meditare vendetta, da attuare proprio nel giorno del loro anniversario di matrimonio.

Decide così di invitare la matura moglie Brooke, amante dell’opera classica, a vedere la nuova sala operatoria, ristrutturata in stile Scala di Milano. Entrambi sono vestiti di tutto punto e Brooke crede di cedere semplicemente alle avances del marito non capendo che in realtà è caduta perfettamente nella trappola del dottore che finalmente può soddisfare la propria sete di vendetta: Brooke si siede fingendo di essere la prima paziente della nuova sala operatoria, il dott. Feinstone la immobilizza per poterle cruentemente e dolorosamente estrarre, priva di qualsiasi somministrazione anestetica, tutti i denti uno alla volta e come parte finale, la lingua.

Il mattino successivo, il manutentore Matt sta pulendo la piscina come ogni giorno, mentre la polizia, nello specifico il detective Sunshine, fa visita alla casa del dott. Feinstone : i vicini di casa, la notte prima, hanno udito una serie di spari provenienti proprio dalla zona della casa del dottore, e la mattina dopo il corpo di un cane esamine è stato trovato ucciso a colpi di arma da fuoco.

In realtà è stato proprio il dottore ad ucciderlo, la sera prima, mentre stava pedinando Matt: in preda all’aggressione da parte del cane il Dott. Feinstone lo ha freddato con la propria pistola. Il dottore nega assolutamente la presenza di un’arma da fuoco in casa propria, e fa allontanare il detective che tuttavia non rimane convinto.

Nel frattempo Matt continua a lavorare sulla vasca della piscina quando la sua attenzione viene colta dal ritrovamento di una lingua mozzata. Disgustato dalla macabra scoperta, nota Brooke a bordo piscina, così si avvicina, ma nota un aspetto orribile della donna: colto completamente di sorpresa, viene accoltellato alle spalle dal Dott. Feinstone.

Eppure il ‘lavoro’ del dott. Feinstone non è finito : nonostante si ritrovi con la polizia ormai sulle sue tracce, finisce per torturare un disonesto agente delle tasse e le due infermiere che hanno scoperto gli orrori compiuti dal dottore. La sua ultima vittima, la giovane Sarah, nonostante le torture subite riesce a mettersi in salvo.

La polizia finalmente arresta il Dott. Feinstone, in aggiunta acclamato professore di odontoiatria, proprio mentre si trova in università. Il suo destino è segnato, ormai la sua vita si riduce ad essere condotta inizialmente in maniera apatica in un manicomio. Tuttavia con il trascorreere della permanenza, il dottore è soggetto a varie allucinazioni che rendono la sua vita un vero e proprio inferno: il volto del dentista dell’istituto viene raffigurato dalla propria mente con il volto dell’ex moglie Brooke, deturpato, e le sue urla di terrore concludono il film con un ribaltamento dei ruoli : ebbene il dottore non è più il carnefice, ma la vittima.

The Dentist è un film del 1996 diretto e prodotto da Brian Yuzna. Il film ha una durata di 95 minuti ca. Brian Yuzna è un regista-produttore poco noto al grande pubblico ma ben noto agli appassionati del genere horror. Molti dei suoi film sono diventati con il passare degli anni dei veri e propri cult del genere: Society – the horror, Re-Animator 2 e Il ritorno dei morti viventi 3.

Si tratta di una storia molto semplice, nonostante l’idea di base non sia particolarmente originale (alla già citata critica sociale si aggiunge l’atavico terrore che molte persone hanno verso i dentisti) ma il talento di Yuzna contribuisce a rendere The Dentist un piccolo cult dell’horror indipendente creando una figura che è al tempo stesso personaggio sia positivo che negativo.

Si alternano scene cruente, di tortura, di ansia e thriller, a scene con aspetti più comici, quali l’uccisione del cane o il tentativo di violenza sessuale nei confronti della reginetta di bellezza con il relativo maldestro tentativo di nasconderne le prove. Il regista, Yuzna, è riuscito a basare l’intera suspance della storia proprio sfruttando l’ansia, la paura e il timore che si prova nelle sale di attesa e nel corso delle cure odontoiatriche.

Il film viene sostenuto fortunatamente da un cast di livello come Cobin Bernsen, l’ex Arnie Becker di Avvocati a Los Angeles, e da Mark Ruffalo (attore di Collateral e di Se Mi Lasci Ti Cancello), che non sempre viene purtroppo supportato da un doppiaggio di livello.

Le torture che il dottore opera sui pazienti soddisfano appieno la fantasia malata del regista con primi piani di denti tolti senza somministrazione anestesica, lingue tagliate e ricucite minuziosamente ed una serie di strumenti riconduibili ad un’età storica medievale che non da odontoiatra.

Dal fascino disturbante ed ironia nera, The Dentist rimane un piccolo film di nicchia che l’ente di censura americana vieta ai minori di 18 anni a causa della violenza grafica per via delle scene di tortura dentale, sessuale e linguaggio osceno.

The Dentist avrà poi un sequel, ‘The Dentist 2’, del tutto trascurabile come film, ultimo della fase americana del regista che si lancia poi nel periodo spagnolo. Ma i due film possono considerarsi puramente fini a se stessi, per creare brividi e disgusto, a differenza degli altri film del regista Yuzna che tenta nella sua filmografia di dare un valore aggiunto alle proprie opere, con contenuti di rilievo (ad esempio di denuncia verso una determinata società).