Pesce da pesca sostenibile: come cambiano le tavole degli italiani

Ormai da decenni gli esperti in nutrizione ci suggeriscono di consumare più pesce. Perché fa bene alla nostra salute, è leggero e contiene mille elementi nutritivi preziosi che non si trovano in altri alimenti. Si deve anche considerare il fatto che il pesce è un’ottima fonte di proteine, che offre molte meno controindicazioni rispetto alle carni, soprattutto quelle rosse. Detto questo, l’attenzione va posta sulla provenienza del pesce che si consuma, perché la pesca nei nostri mari li sta di fatto spopolando, soprattutto se svolta in modo indiscriminato.

Dove trovare pesce da pesca sostenibile
Negli ultimi anni si sta sempre più parlando di pesca sostenibile, tanto che oggi anche le più grandi aziende agroalimentari offrono ai propri clienti prodotti certificati e sostenibili. Basta visitare il sito www.Frosta.it per verificare che questa azienda di produzione di alimenti surgelati offre pesce da pesca sostenibile certificato. Una sicurezza in più per chi desidera consumare pesce di qualità, che è stato pescato o allevato limitando al minimo l’impatto ambientale di tali pratiche. Non solo per rendere la tavola un momento dedicato alla salute del proprio corpo ma anche per sostenere l’ambiente con i nostri comportamenti quotidiani.

Cosa significa pesca sostenibile
Gli oceani di tutto il mondo si stanno spopolando per varie ragioni. Tra queste alcune sono sotto la nostra precisa responsabilità: la pesca indiscriminata, anche in zone e in periodi dell’anno in cui i pesci si riproducono e l’inquinamento. A quest’ultimo contribuiscono anche gli allevamenti gestiti in modo poco corretto, producendo grandi quantità di acque di scarico e utilizzando antibiotici e mangimi che sostanzialmente inquinano le acque. Il comportamento umano, se lasciato completamente libero e privo di vincoli, sta uccidendo i pesci e gli animali e, con essi, l’intero pianeta.

La pesca sostenibile certificata avviene in modo da limitare le uccisioni indiscriminate dei pesci, la pesca in zone di ripopolamento o durante i periodi riproduttivi e il prelievo di pesce da zone in cui i grandi branchi sono ormai diminuiti in modo drastico.

Chi certifica la pesca sostenibile
Il Marine Stewardship Council è un’organizzazione a livello internazionale che si preoccupa di certificare tutto il pesce ottenuto con metodi di allevamento e di pesca sostenibili. I prodotti ittici che presentano il certificato MSC sono sicuri per la salute e per l’ambiente. Per spiegare meglio cosa significa pesca sostenibile possiamo dire che si tratta di prelevare il pesce evitando di limitare in modo estremo la popolazione presente in specifiche zone dell’Oceano, in modo che le varie specie continuino a procreare in modo corretto; ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’attività di pesca e degli allevamenti; gestire al meglio tutte le attività di pesca di una specifica zona, tenendo conto delle vigenti leggi ed evitando la pesca laddove le condizioni ambientali siano mutate nel tempo. Esiste un processo di certificazione codificato, FCP, che verifica in modo preciso che un pesce sia stato pescato seguendo i criteri sopra esposti.

Altre implicazioni della pesca sostenibile
Il concetto di pesca sostenibile è nato perché per anni in tutto il pianeta ci si è comportati come se le risorse fossero inesauribili. I comportamenti scorretti sono stati vari, dalla pesca con reti che catturavano anche pesci e animali di specie protette, per arrivare fino al prelievo di interi branchi di pesce, andando ad esaurire rapidamente la popolazione in alcune zone degli oceani. Oggi chi fa pesca sostenibile non solo si preoccupa del benessere delle specie che devono essere preservate, ma valuta anche con attenzione quali pesci catturare.

I commenti sono chiusi.